Across the Margins — Giuliana Laportella
Dodici percorsi visivi tra fotografia, memoria e linguaggio.
Dall'Asia all'Europa, ad un passo dalle Americhe: frammenti di un percorso
Di Giuliana Laportella a Vito Riviello, i paesaggi di passaggio, che li hanno attraversati.
[ Dialogo dai minimi sistemi ]
“A causa di forze minori, io e Vito, iniziamo il dialogo dai quei minimi sistemi che reggono il mondo”
L’idea nacque da un gorgheggiamento notturno ed esaustivo il 24 dicembre 2007.
(frammento di taccuino)
Il progetto delle Corrispondenze ha origine da un’amicizia. Tra affinità d’animo e scambi creativi, sono dialoghi sul profondo tra un poeta e una fotografa.
E se l’amicizia è anche una disponibilità alla comunicazione, all’incontro, alla conoscenza, questo conoscersi svela la collaborazione che per i due si rivelò come complicità tesa verso la contaminazione delle personalità e delle arti, una ricerca fra le parti, un veicolo di “un’ipotesi costante di gruppo in fieri, di cultura multimediale”, il laboratorio da “camera” (nominato da Vito Riviello e Giuliana Laportella) Eccipienti creativi.
Nei giochi di parole e immagini, che da sempre hanno caratterizzato i miei temi fotografici, l’incontro con Vito, poeta in arte e in vita, fu una combinazione singolare. Mentre io periplavo sui suoi versi, lui osservava, come se affacciato alla finestra, i miei paesaggi di passaggio.
Nell’inventario di ogni artista si trova sempre qualche progetto rimasto in sospeso, dall’incontro fra fotografia e poesia si è definita la traduzione in versi dei fotofonemi.
I fotofonemi sono una corrispondenza bivalente, si differenziano solo da un fonema, ovvero servono a distinguere le “coppie minime” delle tecniche. I Fotofonemi sono un percorso linguistico parola/immagine, dove il fonema è l’unità distintiva dei linguaggi espressivi che, speculari e opposti, sono il suono mancante all’immagine e l’inquadratura d’una parola.
I fotofonemi “riflettono” sulle percezioni di un’idea con segni paralleli, segnali di forme che si fanno contenuto.
Ogni incontro segna una storia, ma avere a che fare con la Storia è come dover fare la Storia, fare aiuta a pensare e pensare aiuta a creare.
Paesaggi di Passaggio, fotofonemi di Giuliana Laportella, tradotti da Vito Riviello, operano su un percorso, ed un “uso” della fotografia che si dibatte nel campo dell’indagine estetica, dove l’immagine si presenta come scrittura Su[L]reale narrativo che segue le costruzioni sintattiche di un discorso. Un dialogo contrapposto e complementare che si fa progetto, indagine tra poesia e immagine, fra fotografia/parola, come ricerca di armonia.
“La poesia è una dichiarazione già dialetticamente esposta a tutte le intemperie della grammatica e della sintassi”.
(Vito Riviello, tratto dal discorso su Fotofonemi, durante l’esposizione fotografica di Paesaggi di Passaggio, Libreria fuori le mura, S. Lorenzo, Roma, Gennaio 2007).
La fotografia sottopone tra luce ed ombra l’imprevisto dell’ordinato guardare, scomponendo e decostruendo le proporzioni del “reale”.